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Partenza Destinazione Giorni Orario Durata Costo
Capo d’Orlando Tindari Lunedì e Sabato 9.00 Mezza giornata Vedi Tariffe

Ore 9.00 c.a. Ritrovo dei partecipanti nel luogo dell’appuntamento fissato all’atto della prenotazione. Partenza per Tindari,  una delle ultime colonie greche della Sicilia; visita dell’area archeologica comprendente il teatro Greco-Romano, el terme, il gymnasium, le tarbenae; il Santuario Mariano dove si venera la statua della Madonna Nera con il magnifico panorama dei laghetti di Marinello, unici del Mediterraneo. Tempo libero per lo shopping.  Rientro nelle rispettive sedi di partenza.

Tariffe

Intero € 25,00
4/12 anni € 18,00
0/3 anni € 10,00

Supplementi

€ 6,00 ingresso area archeologica Tindari.

Informazioni

Le escursioni sono garantite per minimo 6 persone

Brevi cenni storici

La città venne fondata da Dionisio di Siracusa nel 396 a.C. come colonia di mercenari siracusani che avevano partecipato alla guerra contro Cartagine, nel territorio della città sicula di Abacaenum (Tripi), e prese il nome di Tyndaris, in onore di Tindaro, re di Sparta e sposo di Leda, padre putativo di Elena e dei Dioscuri, Castore e Polluce.

Durante la prima guerra punica, sotto il controllo di Gerone II di Siracusa, fu base navale cartaginese, e nelle sue acque si combatté nel 257 a.C. la battaglia di Tindari, nella quale la flotta romana, guidata dal console Aulo Atilio Calatino, mise in fuga quella cartaginese.

Con Siracusa passò in seguito nell’orbita romana e fu base navale di Sesto Pompeo. Presa da Augusto nel 36 a.C., che vi dedusse la colonia romana di Colonia Augusta Tyndaritanorum, una delle cinque della Sicilia, Cicerone la citò come nobilissima civitas.

Nel I secolo d.C. subì le conseguenze di una grande frana, mentre nel IV secolo fu soggetta a due distruttivi terremoti.

Sede vescovile, venne conquistata dai Bizantini nel 535 e cadde nell’836, nelle mani degli Arabi dai quali venne distrutta.

Vi rimase il santuario dedicato alla Madonna Nera di Tindari, progressivamente ingrandito, che ospita una Maria con il Bambino scolpita in legno, considerata apportatrice di grazie e miracolosa.