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Partenza Destinazione Giorni Orario Durata Costo
Capo d’Orlando Etna – Taormina  Giovedì 7.00 Giornata intera Vedi tariffe

Ore 6.45 c.a. Ritrovo dei partecipanti nel luogo dell’appuntamento fissato all’atto della prenotazione. Partenza per l’Etna; sosta lungo il percorso per il ristoro. Arrivo sul versante sud dell’Etna a 2000 mt. s.m. presso il rifugio Sapienza e passeggiata sui “Crateri Silvestri”. Possibilità di risalita a quota 3000 mt Pranzo libero. Proseguimento e visita di Taormina, caratteristica cittadina di aspetto medievale adagiata sopra un terrazzo della costa orientale siciliana, tra rocce e mare con lo sfondo dell’Etna in uno scenario meraviglioso per la vivacità dei colori e per la ricchezza della vegetazione; visita nel centro storico. Tempo libero per lo shopping. Partenza per il viaggio di ritorno.

Tariffe

Intero € 55,00
4/12 anni € 40,00
0/3 anni € 10,00

Supplementi

€ 10,00 ingresso teatro Greco-Romano di Taormina.

€ 64,00 risalita a quota 3000 mt.

Informazioni

Le escursioni sono garantite per minimo 6 persone

 

Brevi cenni storici

Molte sono le notizie sull’origine di Taormina (Tauromenion, Tauromenium) , ma incerte per documentazione e attendibilità.

Diodoro Siculo, nel 14° libro della sua Bibliotheca historica, attesta che i Siculi abitavano la rocca di Taormina, vivendo di agricoltura e di allevamento di bestiame, già prima dello sbarco dei Greci calcidesi nella baia di Taormina (753 a.C.), dove alle foci del fiume Alcantara, fondarono Naxos (odierna Giardini Naxos), la prima colonia greca di Sicilia. Dionisio di Siracusa, di origine dorica, ed alleato di Sparta nella guerra contro Atene, tollerò per poco tempo la presenza degli Jonici di Calcide Eubea a Naxos, alleati di Atene, e mosse contro di essi. I calcidesi andarono ad occupare la parte a valle del Monte Tauro (Sicilia), in cui vivevano i Siculi insieme ad altri jonici che si erano precedentemente insediati da Naxos.

Ma negli anni della XCVI Olimpiade (396 a.C.) i nassioti in massa, minacciati da Dionisio, tiranno di Siracusa, si trasferirono a Tauromenion, spinti da Imilcone, condottiero dei Cartaginesi, alleato degli Jonici contro i Dorici, perché il colle era da considerarsi fortificato per natura. Poiché il tiranno di Siracusa voleva riprendersi con violenza il territorio dei Tauromenitani, essi risposero che apparteneva loro di diritto, perché i propri antenati Greci ne avevano già preso possesso prima di loro, scacciando gli abitanti locali.

Afferma Vito Amico che questa versione sulle origini di Taormina fornita da Diodoro è contraddetta nel 16° libro, quando sostiene che Andromaco, dopo l’eccidio di Naxos del 403 a.C., radunati i superstiti li convince ad attestarsi nel 358 a.C. sulle pendici del vicino colle “dalla forma di toro”. Il nascente centro abitato prese il nome di Tauromenion, toponimo composto da Toro e dalla forma greca menein, che significa rimanere[4].

Mentre le notizie fornite da Cluverio concordano con la seconda versione di Diodoro, Strabone narra che Taormina abbia avuto origine dagli Zanclei (messinesi) e dai Nassi. Ciò chiarirebbe in qualche modo, l’affermazione di Plinio, il quale afferma che Taormina in origine si chiamava Naxos.

Secondo la testimonianza di Diodoro Siculo, Taormina, governata saggiamente da Andromaco, progredisce, risplendendo in opulenza e in potenza. Nel 345 a.C. Timoleone da Corinto, sbarca e raggiunge Tauromenium, per chiedere l’appoggio militare al fine di sostenere la libertà dei Siracusani